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IKE - Consapevolezza

ARTICOLI > Lo Sciamanesimo Hawaiano

I sette poteri dello sciamano: FILOSOFIA HUNA: IKE, KALA, MAKIA, MANAWA, ALOHA, MANA, PONO


IKE - Consapevolezza

1° PRINCIPIO – IKE : "Il Mondo è ciò che pensi che sia"

Questo significa che le esperienze che facciamo nella vita sono plasmate dal nostro pensiero ed è il nostro personale punto di vista che ci fa apprezzare o meno l’esistenza.
Subire un tamponamento su una macchina nuova viene considerato senz’altro un avvenimento negativo, ma se un veicolo viene ad urtare la nostra auto in un punto già ammaccato, possiamo considerarla fortuna, visto che con i soldi dell’assicurazione riusciremo a riparare sia il danno nuovo, che il vecchio.
Lo stesso avvenimento è valutato diversamente da due individui separati, poiché ognuno di loro risente dell’influenza delle proprie esperienze ed aspettative; questo talvolta accade anche alla stessa persona, in differenti periodi della vita.
Probabilmente da ragazzi abbiamo pensato che la più grande sfortuna fosse perdere la visione di un film durante il week-end. Invece da adulti la cosa più preoccupante potrebbe apparirci la perdita del lavoro.
La visione del mondo è un riflesso dei nostri pensieri e noi stessi siamo riflessi di quei pensieri. Quando, in seguito ad un trauma, viene perduta la memoria, una persona può istantaneamente cambiare personalità, non riconoscere più il suo partner, non essere più in grado di svolgere il lavoro per il quale si è qualificata attraverso anni di studio.
Cambiano i pensieri, cambia l’esperienza della vita.
Nella tradizione sciamanica viene insegnato che, quando si cambiano le proprie credenze su una relazione o un avvenimento, viene prodotto un contemporaneo cambiamento anche sul piano fisico della realtà.
Le nostre aspettative, ciò su cui intratteniamo l’attenzione, attraggono il loro equivalente materiale; le vicende della nostra vita sono il risultato delle nostre convinzioni.
Come risultato di questa visione dell’esistenza i Kahuna affermano che la vita è un sogno e che mentre sognamo, gli avvenimenti della nostra vita si concretizzano sul piano materiale.
Pertanto la realtà si trova nella dimensione mentale e quella che chiamiamo vita reale è il sogno; in particolare, quello che stiamo vivendo nel presente, è solo uno dei nostri innumerevoli sogni.
Queste affermazioni sono difficili da accettare, perché tutti abbiamo esperienza delle cose che vediamo e tocchiamo, le consideriamo assolutamente reali e in merito non abbiamo alcun dubbio.
Ma ogni cosa nell’Universo è composta di atomi aggregati tra loro, all’interno dei quali delle particelle infinitesimali ruotano su orbite molto distanti l’una dall’altra, lasciando tra loro grandi spazi vuoti. Se fosse possibile vedere l’Universo attraverso una enorme lente d’ingrandimento, ci sembrerebbe vuoto!
Negli atomi quella che viene definita materia è pura energia, che vibra a diverse frequenze. Questo è ciò che afferma anche la fisica quantistica.
Il motivo per il quale il nostro corpo non penetra attraverso i muri è che i rispettivi campi energetici vibrano a frequenze, talmente simili tra loro, da interferire.
Invece, per esempio, i raggi X e le microonde penetrano attraverso il nostro corpo, senza che ce ne accorgiamo, perché hanno vibrazioni ad alta frequenza.
Quando urtiamo un oggetto, il conflitto tra i campi energetici raggiunge il cervello attraverso i recettori sensoriali, viene poi decodificato dalla mente in base ai ricordi registrati nella memoria. E’ la mente che ci avverte che quel tipo di energia rappresenta uno scontro e da qui scaturisce la sensazione del dolore.
L’esperienza è completamente interna alla mente, non nell’avvenimento in sé, questo è il motivo per cui sotto anestesia non si prova dolore: la coscienza è disconnessa e non ci sono interpretazioni.
L’Universo, come abbiamo visto, è un’immensa distesa di energia, in grado di reagire agli stimoli provenienti dalla mente. Possiamo perciò affermare che è il pensiero a forgiare l’esperienza della vita, in questo “universo di sogno”.
I Kahuna ritengono che la vita sia un SOGNO COLLETTIVO, dove ognuno segue il proprio singolo sogno, che per alcuni tratti coincide con quello degli altri. Pertanto, se la vita è un sogno, possiamo cambiare il sogno della vita cambiando il nostro pensiero.
Portando l’attenzione sui pensieri e sulle convinzioni che nel passato abbiamo assunto come verità, attraverso le tecniche della filosofia Huna, possiamo diventare coscienti che esistono altre possibilità.
Una grande implicazione del primo Principio è che tutti i sistemi sono arbitrari.
Se si assume come presupposto che tutto è sogno, allora tutti i significati sono inventati e la verità assoluta è qualsiasi cosa ognuno decida che sia.
Il significato delle esperienze dipende dalla nostra interpretazione o dalla decisione di accettare per buone le interpretazioni di qualcun altro.
Pertanto tutti i sistemi presi come riferimento per stabilire le regole della vita sono arbitrari; ma siccome è impossibile fare esperienza senza un sistema di riferimento, ognuno è libero di scegliersi quello che ritiene più valido.
Anche la filosofia Huna è un sistema arbitrario e potete semplicemente considerarlo come una serie di consigli, che permettono di praticare uno sciamanesimo efficace e flessibile.
Non pensate ai 7 Principi come a un dogma in cui credere per fede, sperimentateli nel vostro quotidiano e controllate se per voi funzionano, altrimenti sentitevi liberi di usare altri sistemi.
Gli sciamani fanno grande uso della flessibilità e sono tolleranti verso le altre credenze, perché non le considerano minacce al loro potere, ma diversi punti di vista.
Nel molteplice non esiste una soluzione che possa andare bene per tutti.

1° POTERE – CONSAPEVOLEZZA


Il potere sciamanico corrispondente al 1° Principio è la CONSAPEVOLEZZA.
Di quanti nostri pensieri e convinzioni siamo coscienti? Quanti dei nostri pensieri sono utili e ci portano ad essere felici? Chi ci obbliga a ripetere sempre gli stessi schemi di comportamento, quando scopriamo che ci conducono all’insuccesso?
Dobbiamo renderci conto che le nostre azioni dipendono dai nostri pensieri, e da questi derivano anche i risultati che otteniamo.
La nostra vita cambierebbe sicuramente se fossimo in grado di selezionare i pensieri più efficaci, mantenendo in memoria solo quelli che favoriscono il conseguimento di ciò che desideriamo.
Senza il potere della consapevolezza non siamo noi a gestire le vicende della nostra vita, ma ci limitiamo a subirle, rimandando la responsabilità agli altri o alla sorte.

Esercizio:

Tutti siamo abituati a dare per scontate le cose positive e a lamentarci per le cose che vanno male, per questo siamo molto più spesso in contatto con l’insoddisfazione che con la gioia. Chiudete gli occhi e pensate ad un settore della vostra vita che vi rende felici.
Potrebbe essere la lettura di un libro, il vostro sport preferito, la compagnia di un partner o di un amico, la sensazione che provate quando siete apprezzati, la vostra capacità di gustare il cibo… Spaziate in qualunque area della vostra vita che vi procura piacere e restate per un po’ nella consapevolezza di quelle sensazioni.
Notate come reagisce il corpo alla percezione della felicità.
Ogni volta che ne avete desiderio potete esercitare il potere della consapevolezza per sintonizzare i vostri pensieri sul bello e sul buono, piuttosto che sulla sofferenza e sul fallimento, consentendo al corpo di riprendere vigore ed entusiasmo dall’energia frizzante che nasce dalla gioia.

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