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Suggestione e Ipnosi

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Che cos'è la suggestione? Che ruolo ha la suggestione nella terapia ipnotica?

Questo articolo cercherà, sinteticamente, di rispondere a questi due interrogativi.

Diversi autori si sono occupati di definireterminequesto articolo prenderemo, come spunto, due fonti autorevoli: il dizionario di psicologia di Galimberti e l'enciclopedia Internet: Wikipedia.

Galimberti definisce la suggestione come: "accettazione acritica di un'opinione, di un'idea, di un comportamento che nasce o dal soggetto stesso (autosuggestione) o dall’influenza di altri (eterosuggestione)".

Su Wikipedia la suggestione viene definita come: “una forma di comunicazione mediante la quale in un individuo - senza ch'egli avverta imposizione né comando alcuno, in assenza di razionale e libera scelta oltre che di consapevolezza - è indotta una convinzione, un pensiero o una condizione esistenziale senza che egli possa opporvisi né avverta la ragione di farlo neppure su altrui pressione. Tale processo - che può provocare modificazioni consistenti, permanenti oppure transitorie, sia nei processi psichici che nel comportamento - è usato anche nella pratica dell’ipnosi”.

Da queste due definizionifulcro della suggestione sembrerebbe essere"accettazione acritica", una sorta dio“comando” nascosto, che implica "assenza di libera scelta”.su Wikipedia tale processo“è usato anche nella pratica dell’
ipnosi”.

Non intendo negare che esista una certa suggestionabilità, variabile da persona a persona. Effettivamente un certo grado di suggestione viene esercitata in qualsiasi relazione, basti pensare all'innamoramento tra due persone, a ciò che a volte si è portati a fare per amore.. Nella maggior parte dei casi nella fase dell'innamoramento vi è una compresenza di autosuggestione come di eterosuggestione.

Ma in terapia come stanno le cose?

La suggestione anche qui svolge un ruolo importante. Se la terapia è farmacologica, noto è l'effetto placebo (degno del massimo rispetto in quanto è in grado di far emergere le potenzialità di autoguarigione dell'individuo) che ha un suo peso relativo in qualsiasi guarigione farmacologica. Se la terapia èuna
psicoterapia?

Anche qui la suggestione svolge un ruolo importante: una
psicoterapia è essenzialmente una relazione tra due persone che si influenzano a vicenda, quindi, come ogni forma di relazione, non è immune da processi suggestivi. Un giudizio personale è che l'ipnositerapia, tra le diverse forme di psicoterapia, è un metodo che, piuttosto che prendere acriticamente le distanze dalla suggestione (che comunque rimane), ne studia le potenzialità e l'utilizza.

Quanto invece la storia dell’
ipnosi insegna è che se l’ipnosi si basasse unicamente sulla suggestione e sulla suggestionabilità, solo un ristretto numero di persone sarebbero ipnotizzabili (quelle altamente suggestionabili).

Questo è il motivo per cui anche una mente estremamente intuitiva e feconda come quella di Sigmund Freud, dopo un iniziale “innamoramento” per l’
ipnosi, si decise ad abbandonarla (nel suo caso in favore della tecnica delle libere associazioni), proprio in quanto, basando - lui - l’induzione ipnotica principalmente sul “comando” e sulla suggestionabilità al comando, erano in pochi a raggiungere uno stato di trance (questo perchè i soggetti altamente suggestionabili sono rari).
In questo senso è utile svincolare la suggestione dal "comando" (come fanno gli ipnoterapeuti moderni) e considerare, distinguendole, due categorie di suggestioni: quelle "dirette" e quelle "indirette".

Una
suggestione diretta (o comando) fa appello alla mente conscia e riesce a dare origine a un comportamento quando siamo d’accordo con la suggestione e abbiamo al momento la capacità di eseguirla in maniera volontaria. Se qualcuno suggerisce “per favore spegni il computer”, lo spegnerò se ho la capacità fisica di farlo (e se non ci sono virus nel computer..) e se concordo sul fatto che è un buon suggerimento.

Ora, se la mente conscia avesse la possibilità di portare avanti tutti i tipi di suggestioni psicologiche di questo tipo e dare inizio ad un cambiamento attraverso un processo volontario, la
psicoterapia sarebbe veramente semplice: basterebbe dire “ora puoi abbandonare i tuoi attacchi di panico” (o qualsiasi altra cosa) e ciò porrebbe fine al problema. Se così fosse, probabilmente, la persona non avrebbe neanche bisogno di rivolgersi ad un terapeuta.

Nella maggior parte dei casi la capacità di raggiungere lo stato desiderato è possibile unicamente con l’aiuto di un processo inconscio (ossia che ha luogo ad un livello involontario).

Passiamo così ad esaminare le cosiddette
suggestioni indirette.

Come scrive Erickson “le forme di suggestione indiretta sono approcci per promuovere e facilitare tali ricerche ad un livello inconscio. Una volta scoperto che la coscienza non è in grado di eseguire una suggestione diretta, possiamo allora fare uno sforzo terapeutico per promuovere una ricerca inconscia di una soluzione attraverso la suggestione indiretta”.
Nella concezione ingenua che vede nella suggestione diretta fondamentalmente una questione di controllo, il paziente dovrebbe eseguire passivamente qualsiasi cosa il terapeuta chieda. In realtà l’essenza della suggestione non sta in ciò che il terapeuta dice, ma
in ciò che il paziente fa con ciò che è detto.
Con le parole di Erickson “la suggestione indiretta non dice al paziente cosa fare; piuttosto esplora e facilita ciò che il sistema di risposte del paziente può fare a livello autonomo senza compiere realmente uno sforzo cosciente per dirigersi”.

Durante una seduta ipnotica il paziente potrà sviluppare (e quindi implicitamente accettare) alcune suggestioni e non altre, rispondendo in questo modo (in maniera autonoma/inconscia) ai propri bisogni più profondi.
È proprio l’attinenza delle suggestioni ai bisogni individuali che facilita il raggiungimento della trance (e degli obiettivi terapeutici). Cercare di forzare le risposte di una persona può portare soltanto (e giustamente!) al crearsi di una resistenza al cambiamento, al terapeuta ed alla terapia.


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