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Fisica Quantistica divagazioni

ARTICOLI

Questo che leggerete a breve è un lavoro di estrapolazione di una bellissima "conversazione" tra Professori, Scienziati, Dottori e semplici "osservatori" sui concetti sviluppati dalla fisica quantistica e dalla meccanica quantistica, ciò che viene chiamato semplicemente "la fisica delle possibilità". Un "mondo" nel quale una volta entrati sarà difficile uscirne, in quanto una volta assimilati certi concetti, ti riuscirà difficile guardare il mondo con gli stessi occhi di prima.


“credo che quanto più si consideri la fisica quantistica misteriosa…più diventi meravigliosa!”

“Quando l’armata di Colombo sbarcò nelle isole dei caraibi nessuno dei nativi potè vedere le navi anche se presenti all’orizzonte, il motivo fù perché non avevano alcuna conoscenza nel cervello, nessuna esperienza del fatto che esistessero le caravelle.
Così lo sciamano iniziò a notare che nell’oceano c’erano strane onde ma non vide alcuna nave.
Iniziò a domandarsi che cosa stesse causando quello strano effetto e si avvicinò ripetutamente alla costa guardando e riguardando ma solo dopo un certo periodo di tempo riuscì a vedere le navi e dopo averle viste avvisò gli altri della loro presenza.
Solo allora, gli altri, confidando e credendo in lui riuscirono a vederle.”


...fisica quantistica...

Cosa succede e perché sono qui?

Da dove veniamo?


Cos’è la fisica quantistica?...immensi isotopi di meccanica quantistica…fisica delle possibilità…
…la meccanica quantistica permette……mente suprema……il cervello è capace di milioni…una rete neurale…cascate di elementi biochimici…una risposta emozionale……molecole…

Il cervello non riconosce la differenza tra ciò che vede nell’ambiente e ciò che ricorda di vedere.

Noi dirigiamo l’idea olografica osservando il mondo intorno a noi.

Com’è possibile continuare a vedere il mondo come reale se siamo noi stessi a determinare ciò che è reale?

Tutte le realtà esistono simultaneamente?

C’è la possibilità che tutti i potenziali destini esistano uno accanto all’altro?

Ti sarà successo talvolta di vedere attraverso gli occhi di qualcun altro?

E ti sarà successo talvolta di vedere attraverso gli occhi dell’osservatore massimo?

Chi siamo?...da dove veniamo?...cosa dobbiamo fare? E…dove andiamo? Perché siamo esistiamo?...perchè siamo qui?...

Queste sono le domande a cui tutti vorrebbero dare una risposta.

Che cosa è la realtà?

“quello che credevo che fosse irreale, adesso per me in una certa maniera sembra essere più reale di ciò che credo essere reale e che adesso sembra essere irreale”

“non riesco a spiegarlo…e chiunque spenda troppo tempo per farlo…probabilmente si perderà nella “tana del coniglio” del mistero”

“credo che quanto più si consideri la fisica quantistica misteriosa…più diventi meravigliosa!”

“in sintesi la fisica quantistica è la fisica delle possibilità”

“queste sono domande su come ci sentiamo al mondo…sul come spiegare se esista una differenza fra il modo in cui percepiamo il mondo e il modo in cui realmente è”

“avete mai pensato di cosa sono fatti i pensieri?”

“credo che alcune delle cose che vediamo con occhi da bambino siano il segnale che la cultura stia equivocando e che non considera il potere del pensiero”

“ogni era, ogni generazione ha incorporate delle supposizioni…che il mondo è piano oppure che il mondo è rotondo…
Ci sono certe supposizioni occulte, cose che diamo per scontate, ma che possono essre certe oppure no.
Storicamente, nella magior parte dei casi, qeste cose non sono certe, cosicchè probabilmente, molta parte di ciò che diamo per scontato del mondo semplicemenete non è verità.
Rimane però il fatto che siamo prigionieri di certi precetti senza nemmeno saperlo.
Questo è un paradignma”

“il mentalismo moderno ha spogliato la gente della necessità di sentirsi responsabili e spesso anche la religione ha fatto altrettanto.
Credo però che se prendi la fisica quantistica con serietà poni la responsabilità del tuo destino nelle tue mani.
Anche se questa non è una risposta ben definita chiara e confortante.
Il mondo è un posto molto grande e molto misterioso ma il meccanismo non è la risposta.
Non chiederti quale sia la risposta, hai un’età sufficiente per decidere tu stesso.”

“ogni persona è un mistero…ogni persone è un enigma…senza alcun dubbio.”

“Solitamente queste domande così profonde aprono nuovi modi di stare al mondo, portano una ventata di acqua fresa, rendono la vita più divertente.
Il vero trucco della vita non è stare dalla parte della conoscenza ma…dalla parte del mistero.”

Perché ricreiamo continuamente la stessa realtà?

Perché continuiamo ad avere le stesse relazioni?

Perché otteniamo gli stessi lavori?


In questo infinito mare di possibilità che è alla nostra portata com’è possibile che continuiamo a ricreare sempre la stessa realtà?

Non è incredibile che via sia abbondanza di opzioni e possibilità e che non si sia consapevoli di ciò?

È possibile essere condizionati a tal punto di pensare di non avere alcun controllo sulla propria realtà?

Siamo addirittura condizionati a tal punto da credere che il mondo esterno sia più reale del mondo interno.

La fisica quantistica afferma esattamente il contrario.

Dice che quello che accade dentro di noi creerà esattamente quello che accade fuori di noi.

noi creiamo la realtà, siamo macchine che producono la realtà

“se partiamo con il ragionare che c’è una realtà fisica che è assolutamente solida, si inizia ad esistere solo quando ci si scontra contro un altro pezzo di realtà fisica.
Questo altro pezzo potremmo essere noi stessi e chiaramente non è desiderabile essere nessuno dei due.
Potrebbe essere una roccia che volando interagisce accidentalmente con questa massa di cose confuse determinando un nuovo particolare stato dell’esistenza”

“I filosofi del passato dicevano che se calciando una pietra mi ferisco un dito ciò è reale perché lo sento…e concreto…e per tanto questa realtà.
Però questa è soltanto una esperienza, l’esperienza di una singola persona su ciò che è reale”

“alcuni esperimenti scientifici dimostrano che se prendiamo un soggetto, colleghiamo il suo cervello ad una macchina tomografica e gli chiediamo di guardare un determinato oggetto potremmo notare che certe zone del cervello si illuminano.
Viceversa, se si chiede al soggetto di chiudere gli occhi e di immaginare lo stesso oggetto, non appena focalizzato osserveremo nuovamente le stesse zone del cervello illuminarsi nuovamente come se lo stesso guardando realmente.
Gli scienziati si domandano: chi vede concretamente?...il cervello o gli occhi?...e cos’è la realtà?...è reale ciò che stiamo vedendo con il nostro cervello o è reale ciò che stiamo vedendo con i nostri occhi?
La verità è che il cervello non riconosce la differenza tra quello che vede nell’ambiente e quello che ricorda perché in entrambi i casi si attivano le stesse reti neuronali.

Allora riformuliamo la domanda: cosa è la realtà?"

Siamo bombardati da quantità enormi di informazioni che entrano nel nostro corpo e che processiamo continuamente.

Entrano nei nostri organi sensoriali, vengono elaborate e in parte anche eliminate.
Infine ciò che emerge allo stato cosciente è soltanto ciò che è indispensabile.

Il cervello processa 400 miliardi di informazioni al secondo ma siamo coscienti solamente di 2000 di esse .
Quest’ultime si relazionano all’ambiente al nostro corpo e al tempo.


Viviamo in un mondo in cui ciò che vediamo è soltanto la punta di un iceberg, la classica punta di un immenso iceberg di meccanica quantistica.

Se il cervello in questo istante sta processando 400 miliardi di informazioni e siamo consapevoli solamente di 2000 di esse significa che la realtà accade nel cervello tutto il tempo.

Se questa informazione ti sconvolge, senza alcun dubbio, non l’hi ancora assimilata.

“gli occhi sono come lenti, però l’organo che realmente sta vedendo è la parte posteriore del cervello dal nome corteccia visuale.
Sappiamo che il cervello possiede l’abilità della visione.
È un’affermazione importante.
Per esempio, una telecamera può vedere molte cose attorno a noi perché non pone alcuna obiezione e alcun giudizio su ciò che vede.
Nel cervello invece può capitare che i nostri occhi (le nostre telecamere), vedano più di quello che il nostro cervello è in grado di proiettare coscientemente.
Per come funziona il nostro cervello vediamo solo ciò che crediamo possibile.
Processiamo e combiniamo schemi che già risiedono dentro noi stessi.
A tal proposito vale la pena ricordare l’affascinante storia degli Indios americani che all avvicinarsi le navi di Cristoforo Colombo non riuscirono a vederle perché erano talmente diverse di tutto ciò che già conoscevano.”

“Quando l’armata di Colombo sbarcò nelle isole dei caraibi nessuno dei nativi potè vedere le navi anche se presenti all’orizzonte, il motivo fù perché non avevano alcuna conoscenza nel cervello, nessuna esperienza del fatto che esistessero le caravelle.
Così lo sciamano iniziò a notare che nell’oceano c’erano strane onde ma non vide alcuna nave.
Iniziò a domandarsi che cosa stesse causando quello strano effetto e si avvicinò ripetutamente alla costa guardando e riguardando ma solo dopo un certo periodo di tempo riuscì a vedere le navi e dopo averle viste avvisò gli altri della loro presenza.
Solo allora, gli altri, confidando e credendo in lui riuscirono a vederle.”

Noi creiamo la realtà, siamo macchine che producono la realtà.

Noi creiamo di continuo gli effetti della realtà.


Percepiamo qualcosa solo dopo che viene riflessa dallo specchio della memoria.

“Se viviamo o meno in un grande specchio olografico?...è una domanda per la quale non abbiamo buone risposte.
Credo si tratti di un grande problema filosofico che dobbiamo affrontare nei termini di ciò che la scienza può dire sul nostro mondo individuale dal momento che siamo sempre noi gli osservatori della nostra realtà.
Siamo sempre limitati da ciò che il cervello umano ci permette di vedere o percepire.
Pertanto è possibile pensare che tutto sia una grande illusione e che non ci sia davvero la possibilità di vedere esteriormente a noi.”

“il tuo cervello non conosce la differenza di ciò che succede “là fuori” e ciò che ti succede dentro.”

“Non esiste un “la fuori” indipendentemente da ciò che succede “qui dentro” (dentro il cervello)

In realtà ci sono molte alternative su come può andare la vita che dipendono dagli effetti quantici di basso livello che sono sempre presenti.

a che profondità della “tana del coniglio” si vuole andare?

“prima di tutto parliamo del mondo subatomico e poi parleremo di ciò che pensiamo della realtà.”

“il mondo subatomico è soltanto una fantasia creata per fisici pazzi intenti a svelare ciò che succede quando fanno i loro piccoli esperimenti.
Per piccoli esperimenti intendo grandi energie in piccoli spazi e piccole porzioni di tempo.
Trattare queste cose è una follia e lo è pure la fisica subatomica che se ne occupa.
Abbiamo bisogno invece di una nuova scienza, che si chiama fisica quantistica, soggetta ad una serie di ipotesi discutibili…ripensamenti…sentimenti…intuizioni circa quello che accade.”

“la materia non è ciò che da molto tempo crediamo sia.
Per gli scienziati la materia è sempre stata considerata fondamentale in quanto statica e prevedibile.
Invece dentro gli atomi lo spazio che occupano le particelle è una quantità insignificante del loro volume complessivo.
Il resto è vuoto.”

“inoltre le particelle sembrano apparire e scomparire ripetutamente.
E quindi dove vanno quando non sono qui?”

“La domanda è capiziosa ma cercherò di dare comunque una risposta.
Risposta numero uno: entrano in un universo alternativo dove la gente si fa la stessa domanda quando le particelle scompaiono anche dal loro universo.”

C’è un gran mistero sulla direzione del tempo.

Le leggi fondamentali della fisica non fanno alcuna distinzione interessante tra il passato e il futuro.
Ad esempio, dal punto di vista delle leggi fondamentali, perché dovremmo avere la capcità di ricordare il passato e non avere lo stesso tipo di accesso epistemico al futuro?

Per tali leggi si tratta di un enigma.

Perché dovremmo pensare che per attuare l’adesso non possiamo coinvolgere il futuro invece che il solo passato?

Queste cose che hanno un diverso tipo di accesso epistemico al passato e al futuro, che hanno un diverso tipo di controllo nell’attuare l’adesso, dal futuro più che dal passato, queste cose sono talmente fondamentali rispetto al modo in cui sperimentiamo il mondo che non averne curiosità significa essere a tre quarti del cammino per la morte.

“di fatto l’intero universo è praticamente vuoto.
Ci piace pensare allo spazio come vuoto e alla materia come solida.
In realtà anche nella materia non c’è assolutamente nulla.
È completamente insostanziale.”

Guardiamo un atomo.

Lo consideriamo come una specie di pallina ma in realtà non lo è, è un piccolo punto di materia, denso solamente al centro attorno al quale ruota una specie di nube confusa di elettroni che appaiono e scompaiono di continuo.
Anche il nucleo, che consideriamo denso, appare e scompare dall’esistenza tanto velocemente quanto gli elettroni .

Pertanto ciò che si può dire sulla non sostanzialità della materia è che è tale e quale ad un pensiero.
È come un bit di informazione molto concentrato.
Le cose non sono costituite da altre cose ma dalle idee, dai concetti, dalle informazioni.

È come dire…nulla può toccarti.

Gli elettroni possiedono una carica e respingono gli altri elettroni prima di toccarsi cosichè nulla tocca nulla.

È solo nell’esperienza cosciente che sembra avanzare il tempo.

Nella teoria quantistica il tempo può anche retrocedere, può retrocedere sempre.

“quando non guardi…è un onda…quando guardi…una particella”

“quando non guardi sono onde di possibilità…quando guardi sono particelle di esperienza.

Una particella che consideriamo come una cosa solida, in realtà esiste in una cosiddetta superposizione, un estesa onda di possibili localizzazioni, tutte presenti allo stesso tempo.
Nello stesso istante in cui guardiamo assume immediatamente una delle possibili posizioni.
La superposizione quantistica implica che una particella può stare in due o più luoghi simultaneamente.
Questo è un concetto molto strano ma è distintivo del mondo quantico.

Per cui potremmo parlare di usare superposizioni, dove il mondo è un insieme di potenziali realtà tra cui scegliere e scegliere ciò che desideriamo.
Essere in più luoghi contemporaneamente, sperimentando molte possibilità ed infine materializzare la realtà.

La domanda è: a che profondità della “tana del coniglio” si vuole andare?

Se accettiamo l’idea che riusciremo a camminare sull’acqua, ciò avverrà?

“Come può un sistema o un oggetto essere in due o più luoghi allo stesso tempo?
La risposta è semplice…non pensando alle cose come cose.
Tutti abbiamo l’abitudine a pensare che il nostro ambiente è una cosa già esistente a prescindere da noi, ma per comprendere il tutto dobbiamo superare questo pensiero.
Dobbiamo riconoscere che tutto ciò che ci circonda, le sedie, i tavoli, le stanze, gli oggetti…non sono nient’altro che i possibili movimenti dello stato cosciente, scelti momento per momento, per attuare la materializzazione della nostra esperienza.
Questo è l’unico pensiero reale che bisogna avere.
Però è tanto radicale, tanto difficile, perché la nostra tendenza di pensiero è che il mondo sia già così indipendentemente dalla nostra esperienza.
Non è così.

A tal proposito la fisica quantistica è stata molto chiara.

Lo stesso Heisenberg, scopritore della fisica quantistica, disse che gli atomi non sono cose ma solo tendenze.
Invece di pensare alle cose è necessario pensare alle possibilità.
Tutte sono possibili per la coscienza.”

“in numerosi laboratori degli Stati Uniti si possono vedere oggetti sufficientemente grandi da potersi vedere ad occhio nudo che stanno in due luoghi simultaneamente.
Di tali oggetti si potrebbero scattare fotografie ma molto probabilmente mostrandole si sentirebbe dire: fantastico!...qui c’è un punto colorato e poca più in la ce ne è un altro.
Sarebbe percepita come una bella foto con due punti.
E allora…guarda nella camera e vedilo tu stesso.
Vedo due cose, ma non sono due cose!...è una cosa sola…è la stessa cosa in due luoghi.
Molto probabilmente la gente comune non comprenderebbe in quanto non lo crederebbe possibile.
Non che si pensasse che sia una menzogna o che gli scienziati stanno facendo confusione, semplicemente è talmente misteriosa come cosa da non capire come sia possibile.
Inoltre la gente ha già visto troppi episodi si Star Trek…Scotty teletrasporto…e che perciò tutto venga riassunto in: bello bello…ma che significa?
Bisogna fare uno sforzo per capire cosa significa: lo stesso oggetto sta in due luoghi diversi contemporaneamente.”

Nella quotidianità le persone si annoiano delle cose…pensano al pranzo e alle faccende…come se non succedesse nulla di incredibile.
Però questa incredibile magia è presente davanti ai loro occhi.

La fisica quantistica calcola unicamente le possibilità e se accettiamo tale tesi nasce spontanea la seguente domanda: chi o che cosa sceglie tra le possibilità?...gli eventi della propria esperienza, tanto da vederne coinvolta immediatamente la coscienza?
Non possiamo ignorare l’osservatore.

Sappiamo cosa fa l’osservatore dal punto di vista della fisica quantistica, ma non sappiamo chi o che cosa sia in realtà l’osservatore.
Non significa che non si sia provato a dare una risposta, anzi.
Si è entrati dentro la testa provando a cercare ovunque per incontrare qualcosa che potesse essere chiamato osservatore e non c’era niente, non c’è niente nel cervello.
Non c’è niente nella regione corticale del cervello.
Non c’è niente nella regione subcorticale e nemmeno nella regione limbica.
Non c’è niente che si possa chiamare osservatore.
Eppure tutti viviamo l’esperienza di essere l’osservatore in quanto osserviamo il mondo “la fuori”.

“è tanto complicato comprendere cosa sia l’osservatore?
Il mondo pazzo ed estraneo delle particelle quantistiche?
È questo allora l’ossservatore?”

“nella mia rappresentazione l’osservatore è lo spirito, dentro ai quattro livelli corporali, come se fosse il fantasma dentro la macchina.
È la coscienza che sta guidando il veicolo e sta osservando attorno.
I quattro livelli corporali hanno tutti i tipi di sistema sensoriale per captare i segnali che stanno attorno.”.

“a Washington, capitale mondiale del crimine, nell’estate del 1993 è stato fatto un importante esperimento con 4000 volontari provenienti da 100 paesi per meditare in forma collettiva per lunghi periodi di tempo durante il giorno.
Si predisse con un certo anticipo che con un gruppo del genere si sarebbe avuta una diminuzione del 25% dei crimini violenti così come definiti dalla FBI.
Il capo della polizia apparve in televisione dicendo che per ridurre i crimini del 25% sarebbe stata necessaria la neve ‘estate.
Alla fine il dipartimento di polizia dovette ricredersi e riconoscere agli autori dell’iniziativa che i dati dimostravano un’effettiva diminuzione dei crimini violenti del 25%.
Questa fu la conferma in larga scala di quanto già dimostrato da 48 precedenti ricerche private e porta a domandarsi se la gente può influire sulla realtà in cui vive.
Naturalmente la risposta è si.
Ognuno di noi influenza la realtà, anche se ci nascondiamo da essa e facciamo le vittime.
Tutti lo stiamo facendo.”

Il pensiero può cambiare il corpo.

“La maggior parte della gente non influenza la realtà in modo consistente, sostanziale, perché pensa di non poterlo fare.
Scrive un’intenzione e la cancella subito perché pensa che sia una sciocchezza.
Dice che non può attuarla, la riscrive e la cancella nuovamente ottenendo così un effetto insignificante.
Tutto ciò si riassume solamente nel fatto che crediamo di non poterlo fare.”

“Se accettiamo l’idea che riusciremo a camminare sull’acqua, ciò avverrà?
Si…ciò avverrà…conosciamo già la pratica del pensiero positivo.
Il pensiero positivo è un’idea meravigliosa, ma generalmente se ne possiede solo una piccola quantità coperta abbondantemente da una massa di pensiero negativo.
Pertanto pensare positivo non è affatto semplice.
È soltanto contrastare il pensiero negativo.”.

“quando pensiamo alle cose rendiamo la realtà più concreta di ciò che è, la congeliamo e blocchiamo in essa anche noi stessi.
Se la realtà fosse concreta, ovviamente, saremmo insignificanti in quanto non potremmo cambiarla.
Ma se la realtà è una delle mie possibilità immediatamente, si pone la domanda su come si possa cambiarla, come si possa renderla migliore, renderla felice.
Spero avvertiate che stiamo amplificando l’immagine di noi stessi.
Con il vecchio pensiero io non posso cambiare nulla perché non ho alcun ruolo: la realtà è già cosi e gli oggetti materiali si muovono secondo le leggi deterministe che regolano il loro comportamento.
Ed io che sperimento non ho alcun ruolo.
Nella nuova prospettiva la matematica e la fisica ci possono dare qualcos’altro: il numero delle possibili realtà da sperimentare con la coscienza ma non l’esperienza propriamente detta.
Si tratta di scegliere la propria esperienza e creare la propria realtà.
Può suonare come una stravagante affermazione della New Age, totalmente non scientifica, ma in realtà lo afferma la fisica quantistica.”.

quando ero giovane…avevo molte idee su ciò che fosse Dio, ma adesso non sono abbastanza cosciente da comprendere veramente ciò che significa questo concetto

Chiediti qual è la realtà.

La realtà proviene dalle esperienze.

Hai mai pensato di cosa sono fatti i pensieri?

Esiste una sostanza del pensiero?


“Abbiamo detto che nel campo quantistico tutte le realtà esistono simultaneamente
La mia definizione di “eccitazione” è qualcosa che non puoi fermare.”.

Esistono differenti mondi in cui stiamo vivendo.
C’è un mondo macroscopico che vediamo, c’è il mondo delle nostre cellule, c’è il mondo dei nostri atomi, c’è il mondo dei nostri nuclei.
Ognuno di essi è un mondo totalmente differente.
Ha un comportamento ed una matematica proprie.
Non sono soltanto più piccoli, ognuno di loro è totalmente differente, però sono complementari cerche io sono i miei atomi, ma sono anche le mie cellule e la mia fisiologia macroscopica.
È tutto vero ma a diversi livelli di verità.
Il livello di verità più profondo scoperto dalla scienza e dalla filosofia è la verità fondamentale dell’unità.

A livello subnucleare tu ed io siamo uno.

“Nella “eccitazione” abbiamo la grande opportunità di comprendere la differenza tra la nostra “originaria” nobiltà di carattere e quella che invece esprimiamo esteriormente con il nostro corpo.
Scopriamo che l’“eccitazione” è la sensazione data dal flusso chimico che si avverte nel corpo attraverso le ghiandole endocrine e il liquido midollare.
Una sensazione che qualcuno chiama “fantasia sessuale”.
Basta una semplice fantasia sessuale perché un uomo abbia un’erezione.
In altre parola basta un solo pensiero…perché un uomo abbia un’erezione.
Per ottenerla non serve nulla di esterno a lui.”.

“quando ero giovane…avevo molte idee su ciò che fosse Dio.
Ma adesso non sono abbastanza cosciente da comprendere veramente ciò che significa questo concetto. “

“che io sia un tuttuno con l’Essere Supremo che mi diede la vita e che formò le galassie e l’universo?...Com’è che la religione non ne parla?”

“La maggior parte dei precetti che la religione e i movimenti filosofici hanno prodotto nei secoli sono stati errori perché hanno sempre considerato Dio come separato da noi.
Un Dio da venerare e da compiacere per ottenere la ricompensa finale.
Questo non è Dio, è una blasfemia.”

“Dio è una cosa talmente ampia che associare anche solo una parte di esso alle religioni organizzate mi provoca repulsione.
È questa associazione che ha creato danno al mondo, alle donne, ai popoli oppressi ecc…”

“senza dubbio siamo all’inizio di una grande scienza.
La scienza tradizionale ha cercato di spiegare ciò che Gesù disse sul fatto che un seme di senape è più grande del regno dei cieli, ma l’unica che è veramente in grado di comprendere questo paradosso è la fisica quantistica.
Ora abbiamo la grande tecnologia dei magneti antigravità e dei campi magnetici dell’energia del punto zero.
Tuttavia conserviamo lo stesso antiquato e superstizioso concetto di Dio.”.

“La gente si adatta molto rapidamente quando è condizionata dalla paura del castigo eterno.
Ma Dio non è così.
Anche solo semplicemente criticare l’iconografia tradizionale di Dio fa sentire la persone agnostiche, atee, o distruttrici dell’ordine sociale.”.

“Dio è più grande di qualsiasi debolezza umana e certamente anche di ogni capacità umana.
Dio trascende anche il più straordinario di noi nello splendore assoluto della natura.
Come si può peccare contro una mente così grande? Come può una piccola unità di carbonio della Terra o delle regioni più remote…della Via Lattea, tradire Dio Onnipotente?
È impossibile.
Il livello di controllo che detengono quelli che credono a un Dio a loro propria immagine è uguale al loro livello di arroganza.”.

chi guida quando controlliamo o rispondiamo alle emozioni?

Quando il cervello elabora i pensieri si verifica un vero e proprio temporale.

Lo spazio tra le sinapsi è come se fosse il cielo fra la tormenta e la terra, dove nubi oscure si fanno sempre più minacciose.
Gli impulsi elettrici che si agitano al loro interno sembrano fulmini che colpiscono il suolo.
Quando il cervello elabora i pensieri avviene una tempesta che rende impossibile vedere il pensiero stesso.
La neurofisica ha rilevato nei quadranti del cervello una specie di tormenta.
I quadranti sono aree in cui il corpo è mappato affinché la persona risponda all’immagine olografica.
Ira, odio, risentimento, compassione, amore…il cervello non riconosce la differenza fra quello che vede nell’ambiente e quello che ricorda perché in entrambi i casi entrano in gioco le stesse reti neuronali.
Il cervello è costituito da minuscole cellule nervose chiamate neuroni.
I neuroni hanno sottili ramificazioni che si estendono e si connettono con altri neuroni per formare le reti neuronali.
In ogni punto ove si connettono è incamerato un pensiero o un ricordo.
Il cervello archivia e ricostruisce i concetti secondo la legge della memoria associativa.
Ciò significa che ogni idea, pensiero e sentimento immagazzinato nelle reti neuronali ha una possibile relazione con qualsiasi altro.
Per esempio, il concetto e il sentimento dell’amore immagazzinati nella rete neuronale vengono ricostruiti partendo da molte altre differenti idee.
Alcuni associano all’amore la delusione, e quando pensano all’amore sperimentano il ricordo del dolore, la pena, il dispiacere o l’ira.
L’ira può legarsi alla ferita provocata da una persona e di riflesso al concetto di amore.

“noi organizziamo continuamente modelli del mondo esterno a noi e più informazioni aggiungiamo, più affiniamo i modelli.
In buona sostanza raccontiamo a noi stessi delle storie su ciò che riteniamo essere il mondo esterno.
Qualsiasi informazione processiamo, qualsiasi informazione assorbiamo dall’ambiente è sempre interpretata in base all’esperienza che abbiamo avuto e alle emozioni che abbiamo provato.”.

Chi guida quando controlliamo o rispondiamo alle emozioni?
Fisiologicamente, le cellule nervose si connettono scaricando tra loro e si pratica ripetutamente uno stesso pensiero.
Le cellule nervose stabiliscono tra loro delle solide relazioni a lungo termine.

Se ci si lamenta quotidianamente, se si soffre quotidianamente, si da corpo alla vittimizzazione della propria vita.
I pensieri fissi stabiliscono solide relazioni tra le cellule nervose e danno corpo a ciò che viene definita “identità della persona”.
Se interrompiamo consapevolmente certi pensieri consentiamo alle cellule nervose di interrompere le relazioni precedentemente instaurate ed ovviare alla conseguente risposta chimica nel corpo.
Più rigorosamente lo faremo, più rapida e definitiva sarà la disconnessione.
Se proviamo ad interrompere dei processi di pensiero e non badiamo agli stimoli esterni ma soltanto agli effetti che tale pratica produce potremmo essere consapevoli che l’ambiente si adeguerà automaticamente alla nuova realtà.

A questo punto sorge la domanda…

Ma le emozioni che ruolo hanno?...sono buone o cattive?


Le emozioni sono disegnate soltanto per rafforzare chimicamente la memoria a lungo termine.
Hanno solo tale funzione.

“tutte le emozioni sono sostanze chimiche impresse olograficamente.”.

“la farmacia più sofisticata dell’universo si trova qua dentro.
C’è una parte del cervello che si chiama ippotalamo ed è come una piccola fabbrica.
È un luogo dove vengono assemblate le sostanze chimiche che danno vita alle emozioni che sperimentiamo.
Tali sostanze sono delle proteine chiamate peptidi.
Sono piccole sequenze di amminoacidi.
Fondamentalmente il corpo è una unità di carbonio che si struttura fisicamente fabbricando 20 diversi amminoacidi.
Il corpo produce proteine e l’ippotalamo ne elabora alcune piccole sequenze chiamate neuropeptidi o neuroormoni, che producono gli stati emozionali.
Così ci sono sostanze chimiche per il dispiacere e la tristezza e ci sono sostanze chimiche per la vittimizzazione.
Ci sono sostanze chimiche per la lussuria, e per ogni altro stato emozionale.
Pertanto se sperimentiamo uno stato emozionale, è perché l’ippotalamo ha prodotto i corrispondenti peptidi e li ha liberati nel sangue attraverso la ghiandola pituitaria.
Dopo essere stati immessi nel sangue raggiungono le varie parti del corpo reagendo con le cellule per mezzo di recettori esterni.”

A tale scopo ogni cellula sulla propria superficie può avere migliaia di recettori esterni.
Quando un peptide raggiunge una cellula si aggancia a un recettore aderendovi perfettamente dando luogo a un movimento che trasmette un segnale d’allarme.

La maggior parte di noi nella propria vita ha subito delle sconfitte e nell’età matura si rinchiude in un luogo emozionalmente separato, come se oggi fosse sempre ieri.
Sia i luoghi separati formatisi nel tempo che quelli sovraemozionali non consentono alla persona di operare come un’entità integrata.

“Sulla superficie della cellula i recettori sono soggetti alla ricezione di moltissime informazioni.”.

“un recettore contenente un peptide modifica la cellula.
Attiva una serie di eventi biochimici che finiscono col modificare il nucleo stesso della cellula.
Ogni cellula è viva ed ha una coscienza, se per coscienza intendiamo il punto di vista dell’osservatore.
La prospettiva della cellula è sempre presente.
Di fatto la cellula è la più piccola unità di coscienza del corpo.”

La mia definizione di “eccitazione” è come gia detto in precedenza, ciò che non puoi fermare.
Noi provochiamo situazioni che soddisfano l’ansia biochimica delle cellule del nostro corpo, le nostre necessità chimiche.
Inoltre il fenomeno aumenta sempre più per aumentare la corrispettiva euforia chimica.
Ciò significa che se non riesci a controllare i tuo stato emozionale l’ “eccitazione” aumenta.

Facciamo un esempio:

Come si può affermare di essere innamorato di una specifica persona?
Si è soltanto innamorati dell’anticipazione delle emozioni che vengono indotte.
La settimana dopo la stessa persona potrebbe non piacerti.
Ma allora può cambiare il paesaggio della nostra prospettiva emozionale?

Noi siamo le emozioni e le emozioni sono noi.

Non possiamo separaci dalle emozioni.
Considera che ogni aspetto della tua digestione, ogni sfintere che si apre e si chiude, ogni gruppo di cellule alla ricerca di nutrizione, si agita per sanare o riparare qualche cosa.
Tutte le cellule sono sotto l’influenza dei peptidi delle emozioni e di fronte a questa constatazione ci si pone la domanda se le emozioni debbano essere considerate negativamente.
Le emozioni non sono negative, sono la vita.

Colorano le esperienze che facciamo.
Il vero problema è la nostra “eccitazione”.
La maggior parte della gente non comprende d’essere totalmente drogata dalle emozioni.
Non è solo un fattore psicologico.

È biochimico, pensaci.

L’eroina usa lo stesso meccanismo dei recettori cellulari.
Allora è facile capire come si possa essere assuefatti all’eroina e a qualsiasi altra emozione.

Il comando che viene avviato è strumentale all’ottenimento di un certo stato emozionale.
Ciò significa che non siamo in grado di dirigere il nostro sguardo senza avere uno stato emozionale orientato ad esso.

La nostra mente crea i nostro corpo e tutto inizia dalle cellule.
La cellula è una macchina che riceve segnali dal cervello.
E i recettori possono degradarsi, i recettori di una certa emozione che vengono bombardati per lungo tempo a intensità elevate possono degradarsi o distruggersi.
E la diminuzione del loro numero come il loro progressivo degrado determina la crescita della quantità di emozioni necessarie all’ottenimento dello stesso risultato.

Se bombardiamo le cellule quotidianamente con gli stessi atteggiamenti e la stessa chimica quando si moltiplicheranno daranno vita a cellule che avranno un minor numero di recettori per quello stesso tipo di neuropeptidi.
Inoltre avranno anche un minor numero di ricettori per le vitamine, i minerali, i nutrienti, lo scambio dei fluidi ed anche per la liberazione delle tossine.
L’invecchiamento è il risultato di una scarsa produzione delle proteine.

Cosa succede quando invecchiamo?

La nostra pelle perde elasticità.
Bene, l’elastina è una proteina.
Che succede ai nostri enzimi?...non digeriamo bene.
Che succede al nostro fluido sinoviale?
Sono proteine che diventano rigide e fragili.
Che succede alle nostre ossa?...diventano meno dense.
Perciò l’invecchiamento è il risultato della scarsa produzione delle proteine.

Sorge spontanea la domanda: importa veramente ciò che mangiamo?
E la nutrizione ha un reale effetto sulle cellule che non hanno più recettori a causa di 20 anni di abuso emozionale da non essere più in grado di assimilare i necessari nutrienti?

non accontentarti

È arrivato il momento di correggere la traiettoria della nostra “avventura”

E questa correzione è il movimento ad un nuovo paradigma, un espansione del vecchio, così come l’universo è molto più grande del modello interiore che abbiamo di esso.
È sempre più grande di ciò che crediamo sia.

“Nessuno è arrivato a darti sufficiente conoscenza sulla meraviglia del tuo essere.
Fuori diventi come sei dentro.
Perché siete asuefatti? Perché nessuno vi ha spiegato che esiste di meglio.
Non hai creato niente di meglio perché nessuno te lo ha insegnato.”

In generale il campo della psichiatria non permette alla gente una sufficiente libertà di azione e determina un’enorme quantità di problemi psicologici che influenzano negativamente e scelte di vita.
Dobbiamo imparare a prendere decisioni in modo diverso.

“quando dico che possiamo sparire, non mi riferisco ad una sparizione fisica, ma al fatto che possiamo uscire dalla zona del cervello dove risiede la nostra “personalità”, la nostra associazione con le persone, la nostra associazione con i luoghi, la nostra associazione con le cose i tempi e gli eventi.
Noi non esistiamo nei centri associativi del nostro cervello che riaffermano continuamente la nostra identità e la nostra personalità.”

La maggior parte delle persone considera la propria vita noiosa e priva di ispirazione ed è così perché nessuno li ha informati che esiste un’alternativa.
Sono ipnotizzati dal proprio ambiente, dalla stampa, dalla televisione, dalle persone di successo, idealizzate a tal punto da tentare di raggiungerle in aspetto fisico bellezza e valore, anche se si tratta di una pura illusione.
Così la maggior parte di loro si arrende e vive nella mediocrità.
E si può vivere questa vita senza che l’anima possa realizzare i propri desideri e ci consenta di essere appagati?

Se si risale alla superficie della coscienza giungono inevitabili le domande sul chi siamo e quale sia lo scopo della vita.
Dove vado? Cosa succede quando muoio?
Si inizia con tali domande e si prosegue percependo che quello di cui si sta soffrendo non è un esaurimento nervoso ma semplicemente il vecchio modo di concepire il mondo e la propria vita.

Siamo in un territorio completamente nuovo del nostro cervello ed è nuovo anche per il cervello stesso costretto a connettersi al nuovo concetto.
In ultima analisi, cambiando dentro si cambia fuori.

Se cambio idea, cambieranno le mie scelte?

Se cambio le mie scelte, cambierà la mia idea?

Perché non posso cambiare?

Perché rimango asuefatto?
Che perderò di ciò a cui sono chimicamente legato?
E quali persone, cose, luoghi, eventi e momenti ho paura di perdere da non sperimentare la separazione chimica di essi?

Il dramma umano è qui.

Qual è l’unico pianeta della Via Lattea che ha della popolazione soggiogata dalla religione?
E sappiamo perché accade?
Certo, è perché la gente ha stabilito che ci sia il bene e il male.
Se faccio questo, Dio mi castigherà, se faccio quest’altro sarò ricompensato.
È una descrizione banale che tenta di spiegare il cammino della vita costringendoci a risultati deplorevoli.
Perché in realtà non esiste niente come il bene e il male e giudichiamo le cose del mondo con troppa superficialità.
Significa che io sono a favore del peccato, del libertinaggio e della depravazione?
No.
Significa semplicemente che abbiamo bisogno di migliorare la nostra comprensione di ciò che stiamo sperimentando.
Ci sono cose che faccio se mi consentiranno di evolvere.
E ci sono cose che non me lo consentiranno.
Ma non è un bene o un male.
Non c’è nessun castigo divino per aver fatto o meno una determinata cosa.
Non c’è nessun Dio a condannare la gente.
Tutti siamo Dio.
E allo stesso tempo, Dio è una specie di nome che attribuiamo alle cose dell’esperienza umana che ci appaiono trascendenti o sublimi.

“non ho la minima idea di cosa sia Dio.
So però che Dio esiste.
C’è qualcosa di molto reale nella presenza chiamata Dio ma non riesco comunque ad immaginarlo come una persona o una cosa.
Non ci riesco.
Chiedere ad un essere umano di spiegare Dio è come chiedere ad una goccia di spiegare l’acqua in cui si trova.”

“Dio è la superposizione di tutti gli spiriti e di tutte le cose”

“tu sei un Dio in fase di evoluzione e devi percorrere questo cammino di crescita.
Un giorno riuscirai ad amare l’astratto quanto ora stai amando la tua condizione attuale.
L’unica maniera di essere grati a se stessi non è per quello che facciamo al nostro corpo ma per quello che facciamo alla nostra mente.”

Se disegneremo coscientemente il nostro destino e saremo consapevoli del punto di vista spirituale contempleremo l’idea che i nostri pensieri possano determinare la nostra realtà e la nostra vita.

Il cervello è capace di milioni di cose diverse e la gente dovrebbe conoscere quanto sono incredibili.
E non solo ci aiutano ad apprendere e cambiare ed ad adattarci, ma addirittura a renderci migliori di quello che siamo fino a trascendere completamente.
C’è la possibilità di salire ad un livello più alto di esistenza dove poter percepire più profondamente il mondo, le persone, le cose ed anche noi stessi.
Possiamo dimostrare che c’è una parte spirituale del nostro cervello a cui tutti possiamo accedere.

Dobbiamo formulare ciò che desideriamo e restare concentrati, consapevoli fino al punto di perdere la nozione di noi stessi.
Perdiamo la nozione di noi stessi.
Perdiamo la nozione della nostra identità.
Nel momento in cui siamo pienamente coinvolti da tale esperienza, perdiamo la nozione di noi stessi e perdiamo la nozione del tempo e questa è l’unica immagine reale che abbiamo.
Tutti abbiamo vissuto questa esperienza quando abbiamo deciso che desideravamo l’altro.
Questa è fisica quantistica in azione.
È manifestare la realtà.
È l’osservatore in azione.

Il tuo stato cosciente influenza l’ambiente.

Influenza le proprietà materiali.
Influenza il tuo futuro.
Crea il tuo futuro.

“mostrami un segnale oggi stesso che hai prestato attenzione ad una qualsiasi delle cose che ho creato e dammelo in modo totalmente inaspettato, così che io sia sorpreso della mia capacità di sperimentare queste cose e possa continuare a farlo senza alcun dubbio che provengano da me.”

Alcune volte ho visto attraverso gli occhi di altre persone…che iniziazione…

Alcune volte ho visto attraverso gli occhi dell’ osservatore massimo.

Sono molto più di ciò che penso di essere.

Abbraccio molto di più di ciò che penso di essere.

Posso influenzare l’ambiente e la gente.

Posso influenzare lo spazio.

Posso influenzare il futuro.

Sono responsabile di tutte le cose.

Io e l’ambiente non siamo separati.

Sono parte di un’unità.

E sono connesso ad essa.

Non sono solo.

“Che esista questa connessione e che tutti siamo interconnessi al suo livello fondamentale credo che sia la migliore spiegazione della spiritualità.”

“è mia opinione che il nostro scopo sia sviluppare i doni di intenzionalità e apprendere come essere creatori efficaci.
Siamo qui per essere creatori.
Siamo qui per ampliare lo spazio con idee e processi di pensiero.”

“è importante riconoscere se stessi come quantum, conoscere il meccanismo che realmente effettua le scelte, conoscere la mente.
Quando avviene questo cambiamento di prospettiva parliamo di “essere illuminati”.

La meccanica quantistica permette al fenomeno intangibile della libertà di relazionarsi con la natura umana”

“la fisica quantistica è la fisica delle possibilità e pone la domanda su chi possa sceglierle per dar corpo alle esperienze.
L’unica risposta soddisfacente, logica ma significativa, è che la coscienza è il fondamento di tutto l’essere.”

Dobbiamo cercare la conoscenza senza l’interferenza delle nostre sovrastrutture e se lo faremo manifesteremo la conoscenza nella realtà e i nostri corpi sperimenteranno nuove modalità, nuova chimica, nuovi ologrammi, nuove regioni perdute del pensiero ma soprattutto i nostri sogni più reconditi.

Un giorno tutti noi raggiungeremo il livello degli avatar di cui parla la storia: i Budda e i Gesù.

Benvenuti nel regno dei cieli, senza giudizio, senza odio, senza prove…senza nulla.

Abbiamo costruito la realtà che ci circonda per mezzo del potere della intangibilità e per inerzia la manteniamo nella sua forma e la definiamo materia.

Come possiamo misurane gli effetti?

Vivendo la nostra vita e vedendo se qualcosa è cambiato.
Se qualcosa è cambiato possiamo definirci scienziati della nostra vita…il vero motivo per cui siamo qui.

Non accontentarti.

Prova e vedrai se si tratta di verità oppure no.

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